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elegante discorso: — Imagina lei, signorina, che cosa sarebbe il mondo senza la visione della bellezza? E che cosa è la bellezza? È la visione del gentil sesso. E perciò si capisce il culto della bellezza, e anche il raffinamento della medesima. Del resto, quest’opera di raffinamento si compie per tutti i prodotti naturali. Permetta che io approfitti di un esempio che lei stessa mi offre.

La signorina Oretta coi grossi ferri da calza, stava — sotto la pergola — lavorando un grosso calzettone da un grosso gomitolo.

— Se io con questa calza ordinaria — continuai persuasivamente — copro un vezzoso piedino (e sollevo il mostruoso calzettone), in tale caso io spengo la fiaccola della bellezza....

La signorina mi guarda.

Pare il volto di una di quelle Madonnine di terracotta.

— La fiaccola della bellezza, signorina, deve stare sopra il moggio; non sotto il medesimo. Non dico di esagerare, come certi romanzieri che mettono in valore anche i minimi particolari dei dessous del gentil sesso....

Non sussulta.

Vi sono delle signorine che a questi discorsi vibrano come il manto di un destriero.

Niente.