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la modernità di panzini 239


è narratore delicato non meno del De Marchi. Il Gian Giacomo del Libro dei morti; la nobile madre che ne La cagna nera si riduce per il bene del figliolo in aspra miseria che assottiglia le sue carni e le rende la mano cosi smagrita e diafana «che l’anello nuziale si appoggiava obliquamente su l’osso del dito»; lo stesso protagonista de La cagna nera che impazzisce per aver creduto il Bene l’unica legge della vita; il piccolo Nini che con la bicicletta folgorante nei lucidi raggi corre fra le tenebre e in un baleno, vincendo la paura, raggiunge la città ove risiede il medico che può salvare la nonna; il dolce bimbo che torna dal collegio e dopo aver letto i Vangeli con animo commosso scopre l’odio e il male dentro la sua casa, proprio nel momento in cui egli sta per credere al regno dei cieli come ad una regione non fantastica né staccata dalla terra: son tutte creature che il Panzini ama. È vero che egli ne relega l’ideale in un mondo superato (la virtù gli par che si possa ormai narrare come una fiaba), ma non contrappone a queste creature esseri corrotti. Qualcosa di umano egli fa sentire anche nell’attaccamento all’utile e però i suoi interessati non sono gli egoisti di cui parleranno più tardi altri narratori.

Alfredo Panzini eredita dall’Ottocento la tendenza a guardar la vita nel suo effettivo svolgersi, quantunque gran parte della sua opera si allontani da quei principi di impersonalità che furono difesi dal Verga e dal Capuana. L’io del Panzini non si oblia nel racconto, il quale è portato a divenire poesia quasi in ogni pagina. Ciò nondimeno, personaggi come Berenice del romanzo La pulcella senza pulcellaggio, Miss Edith del romanzo La Madonna di Mamà, la Dolly e Gian del romanzo II padrone sono me e la protagonista dell’ultimo romanzo II bacìo di Lesbia appartengono ad una realtà che è stata esattamente osservata prima che la parola la esprimesse liricamente. Vi è però un Panzini oggettivo che tocca la perfezione nel finale de La cagna nera e che ne La biscia ha le migliori doti del Maupassant.