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Grumello: vino di Valtellina. Vedi Sassèlla.

Guaglione: voce napoletana, ragazzo, giovanotto. Al plurale Guagliune.

Guanti di Parigi: V. Preservativi in Appendice.

Guappo: altero, superbo, bello, voce comune a vari idiomi e pare di origine germanica. Vive nel dialetto napoletano anche nel senso di spavaldo, bravaccio.

Guardare il letto: lezioso e falso modo usato talora ad imitazione del francese garder le lit = se tenir dans son lit pour cause de quelque indisposition. Noto la locuzione perchè fieramente ripresa dai puristi, vero è che non mi pare molto dell’uso, almeno al dì d’oggi.

Guardiamarina: primo grado di ufficiale nella R. Marina Italiana.

Guardina: «guardinna, quella stanza di custodia o di guardia che è come l’anticamera della prigione». Così il diz. del Cherubini. Nel comune parlare, a Milano, guardina è detta la prigione temporanea nell’ufficio della Questura.

Guascone: (fr. gascon) in vece delle nostre parole spaccone, smargiasso, etc. è voce francese usata anche da noi. La tradizione, i proverbi, alcuni romanzi popolari come I Tre Moschettieri di A. Dumas, hanno fatto in Francia dell’abitatore della Guascogna il tipo del ciarlone vanitoso e millantatore, che esagera ogni cosa per deliberato proposito e per sua insita natura. Derivato gasconnade.

Guastar le uova nel paniere: locuzione nostra familiare e faceta che vale, sventare le altrui macchinazioni, trame, progetti.

Guazzo (pittura a): sorte di pittura e coloritura che si fa con tinte stemperate nell’acqua cui si aggiunge talora poca gomma o colla o altra materia viscosa. Dalla tecnica del guazzo derivò quella dell’acquerello, che è pittura di molto superiore per effetto e bellezza, e in cui specialmente si segnalarono gli inglesi (water-colour).

Guelfa: voce storica, aggiunta di merlatura di edifici, torri, castella di cui la testa è piana, laddove la merlatura ghibellina ha forma di V.

Guelfo: con senso tolto dal valore storico antico, dicesi di chi sostiene l’autorità e l’egemonia del Pontefice e della religione su l’Italia, benchè di un partito costituito non si possa parlare, come fu del partito politico neoguelfo prima del 1848. In Germania v’è proprio un partito politico, Welfenpartei, ma con altro intento che il religioso, come potrebbe essere presso di noi.

Guéridon: voce francese che indica una tavola tonda, elegante, ad un solo piede. Per l’etimologia Cfr. il Littré, Appendice.

Guerrafondaio: neologismo manifestamente effimero, dovuto al caustico e lieto ingegno del Vamba o del Gandolin, giornalisti in Roma; almeno così mi pare. La voce suona dileggio per coloro i quali o per ingenua baldanza o per fini non confessabili vogliono la guerra a fondo. La voce ebbe fortuna al tempo delle guerre d’Africa e dopo la sconfitta di Adua, e anche in circostanze posteriori venne usata, specie nel linguaggio de’ giornali, per avversare i fautori di conquiste coloniali e di espansioni territoriali. La forza comica che è nella parola guerrafondaio sta però un tantino anche in ciò che è generale la coscienza, ancorchè non confessata, della poca attitudine nostra belligera «I Romani...!» «Sì, quelli di Mario e di Scipio, ma sono morti, or è gran tempo».

Guerra in tempo di pace: traduzione del tedesco, Krieg in Frieden, nota e graziosa commedia di G. von Moser e Fr. von Schönthan. Il detto titolo acquistò valore fraseologico.

Guerriglia: voce spagnola, guerrilla: dicesi di schiere di insorti, operanti per conto proprio e libere nell’azione. La Spagna, nello antiche lotte contro i Mori, nelle recenti contro l’invasione napoleonica, ebbe questa forma caratteristica di tattica di guerra, conforme alla natura del suolo o del popolo, e così universalmente la nominò.

Guet-apens: voce francese (letteralmente agguato pensato) e vale tranello, trappola, insidia, imboscata.

Gueux: voce storica usata in vece di pezzenti o straccioni per significare i gentiluomini dei Paesi Bassi, i quali nel