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Gau — 203 — Gen


Gattamorta: voce familiare nostra, detta di persona che finge di esser semplice e non è, come appunto fa il gatto che simula talora il sonno quando sta per rubare.

Gaudium est miseris socios habuisse poenarum: V. Solamen miseris, etc.

Gaucho: che si pronuncia gaucio; nome dato ai mandriani o pastori delle Pampas, abilissimi cavalcatori, allevatori e cacciatori di cavalli.

Gattoni: voce antica e classica, ristretta oramai all’uso di toscana e vuol dire ciò che il popolo chiama orecchioni e i medici parotite; ma il Petrocchi la registra come parola italiana, cioè comune alle varie regioni. Gattoni da gotoni, accrescitivo di gota.

Gauche: parola francese, talora usata nel senso di malpratico, maldestro, inetto. Es. «Disgraziatamente egli è onesto, e quindi timido e gauche». E si noti che tolgo l’esempio da un letterato che va per la maggiore! Proprio codesto di usare inutilmente voci straniere, più che vezzo, è vizio. Pensando però che si tratta di vizio assai antico, può, se taluno si duole, consolarsi. Da quell’onesto e acuto libro che è Lingua e dialetti del Romanelli, tolgo, a mia conferma, questo passo: «Ricordo di aver letto, non so dove, che a G. B. Niccolini pareva che al verbo regretter in italiano non ci sia verbo che esattamente gli corrisponda; ed era il Niccolini! T. Grossi, il 7 giugno del 1847, scriveva al Giusti: «La marchesina d’Azeglio mi ha fatto leggere due tue lettere, tanto amene, tanto briccone e pazze, tanto condite di quel tuo sale, di quella tua... vorrei diro malizia, ma il termine non mi corrispondo all’idea: dirò dunque in francese malice». E perchè? per dir la cosa in iss, piuttosto che in izia?». Pare una facezia e non è: appunto a quell’iss invece di izia, per effetto del lungo uso, si annette una sfumatura di senso.

Gaufrette: nome dato a corta specie di dolci o biscotti, fatti con uno stampo: così detti dal verbo francese gaufrer: stamapre (detto delle stoffe).

Gavitello: è detto quel galleggiante cohe legato a lungo con l’ancora, servo a mostrare il luogo dove essa è profondata in mare. Il Guglielmotti lo fa derivare da gabbiano (lat. gavia) uccello acquatico che posa lievemente, talora, su le onde. Etimologia ingegnosa. Altri da capitellum.

Gavotte: (da Gavots, abitanti del paese di Gap) ballo famoso del secolo XVIII; e fu una variazione successa al minuetto, ballo esso puro francese, grave ed elegante, ad inchini, movenze e passi leggiadrissimi, che ben convenivano con le mode del vestire e le cavalleresche usanze dei tempi passati. Il minuetto (da menu, ballo dai passi minuti) era un ballo a duo che regnò in Francia dal tempo di Luigi XIV per tutto il settecento, ed oltre. La gavotte è a due tempi, composti di due riprese, ciascuna di quattro ed otto misure. La voce è stata tradotta in gavotta, ma più spesso si pronuncia alla francese.

Geisha o guecha: nome di danzatrice e attrice Giapponese: etèra.

Gelo: per gelone, è idiotismo del dialetto lombardo, gel.

Gelèe: voce francese uguale alla nostra gelatina, succo di carne o d’altra sostanza che si rapprende pel freddo. Ma nel linguaggio dei grandi cuochi (chefs) vale spesso la voce francese. V. Glassare.

Gemütlich: V. Comfort.

Gena: voce dialettale piemontese: vale soggezione, dal fr. gène, derivato da géhenne, geenna, voce ebraica, gëhinnon, detta di valle presso Gerusalemme, e ricorrente nelle Sacre carte per inferno, luogo di pena. Il francese attenuò tal senso di martirio, pena, sino al semplice incomodo. V. Sans gêne.

Generalità: è ripresa dai puristi, si come voce curialesca per dire il nome, cognome, età, etc., sì come astratto in vece di in generale, generalmente.

Generazione spontanea: dottrina che afferma potere in taluni casi esseri viventi nascere da materia morta: dottrina oggi in discredito, giacchè è stata fermamente determinata la legge della continuità della vita, legge già espressa nell’antico aforisma omne vivum ex vivo.

Geniale: detto di persona piacente, gaia, che va a genio, è bellissima voce, se pur trascurata in tale senso nella lingua