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Far — 176 — Fas


Far marrone: caratteristica locuzione volgare lombarda, usata quando nel fare qualche marachella o tessere qualche frode, si viene scoperti.

Far navette: V. Navette.

Farne più di Bertoldo: locuzione elittica popolare che vale la seguente.

Farne più di Carlo in Francia: modo nostro popolare che il volgo, dalle gesta di Carlo Magno, ritorce ad imprese meno eroiche, specialmente di libertinaggio e di male e ingannevoli arti. Talvolta a Carlo udii sostituire Garibaldi.

Far nomi: per nominare; far della musica per suonare e cantare; farsi un dovere, un onore per recarsi a dovere ad onore; far caldo, far freddo per è caldo, è freddo; a far tempo da per incominciando da, sono dal Rigutini notati per francesismi: ma se anche si vogliono ritenere tali l’uso lungo e continuo li assolverebbe.

Far parlare: interrogare uno con arte affinchè riveli ciò che sa. Dicesi anche far cantare.

Far ridere i polli: modo nostrano e dicesi di argomenti, di parole destituite di ogni valore; tali che fanno ridere.

Farsi le parti del leone: fare per sè con ingiustizia, frode, violenza, in una divisione di cose, la parte maggiore; allusione alla nota favola (Fedro, I, 5) del leone che essendo andato a caccia con l’agnello, con la vacca e con la capretta e fatta preda di un bel cervo, si tolse tutte le parti per il motivo che egli si chiamava il leone: nominor quoniam leo.

Far tappezzeria: motto volgare ed efficace di probabile provenienza francese, faire tapisserie. Dicesi, nelle feste, di quelle dame le quali per la poco loro avvenenza o per altra cagione non sono mai invitate al ballo dai danzatori, onde convenendo loro sedere, sembrano far da ornamento da tappezzeria alla sala, e più generalmente di chi assiste ad una cerimonia senza prendervi parte. In dialetto di Romagna intesi dire nel primo senso far la calza, e altri modi realistici che è inutile riferire.

Far un buco nell’acqua: non riuscire in alcuna intrapresa.

Far un viaggio e due servizi: con la stessa operazione condurre a termine due negozi: locuzione toscana e di altre regioni.

Far veder la luna nel pozzo: contar frottole, vender lucciole per lanterne e simili. Rammentisi per confronto la nota favola della volpe, del lupo e della luna che entro il pozzo pareva un gran cacio.

               .....Un soir il aperçut
          La lune au fond d’un puits: l’orbiculaire image
          Lui parut un ampie fromage.


Far vela: locuzione tolta dal linguaggio marinaresco per partire, ma dicesi con speciale significato.

Far vendetta: familiarmente dicesi per vendere alla disperata. Frase lombarda che deve trarre origine dal bisticcio e dall’assonanza delle parole vendita e vendetta.

Far vigilia: mangiar di magro.

Far west: il lontano occidente, americanismo trasportato nell’inglese. Nel tempo passato l’immensa estensione di territorio all’ovest del fiume Mississipì era conosciuta con questo nome. Questa regione è ancora chiamata l’Ovest, ma la locomotiva l’ha privata del suo speciale appellativo. Era anche chiamata «il selvaggio occidente», ma anche questo nome ora ha perduto del suo valore.

Fasciame: ter. mar., rivestimento esterno od interno di tavole o lamiere inchiodate alle ossature dei bastimenti.

Fase: gr. phàsis propriamente, l’aspetto dei pianeti: ma seguendo l’uso estensivo dei francesi, si usa la parola fase per vicenda, mutazione, periodo. Es.: «Le fasi di un affare, di una questione».

Fashion: parola inglese (pron. fäs’sion) la quale etimologicamente risponde alla voce francese façon, press’a poco usata nello stesso senso, all’italiano fazione, dal verbo latino facere, fare. Essa è anche recentemente introdotta in Francia e ricorre altresì presso di noi. Vuol dire moda: cioè il prevalere di una data forma e di un dato stile, mutevoli nella comune pratica dei costumi, e specie degli abiti e degli ornamenti, al che si attiene la gente mondana. Men dress their children’s minds as they do their bodies, in the prevailing fashion. [Si abbigliano i cervelli dei ragazzi come le persone, cioè