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Dis — 138 — Div

ciò che volgarmente dicesi indigestione, i Dispepsìa chiamano i medici con voce generica quei disturbi passeggeri, localizzati allo stomaco, per effetto di alterazioni chimiche dei succhi gastrici o per cause anatomiche.

Dispiaciuto: per dispiacente: forma tipica brutta del dialetto napoletano.

Dispitto: per dispetto, sdegno: voce antiquata che vive nella locuzione «in dispitto» per effetto della divulgata popolarità del Canto X dell’Inferno dantesco:

come avesse l’inferno in gran dispitto.


Dispnèa: (gr. dis che ha senso avversativo, e pnèo = respiro) in medicina significa la difficoltà di tirar su il fiato, la quale si accompagna a molte malattie.

Disponibilità: (fr. disponibilité, officier en disponibilité) dicesi degli ufficiali dello Stato, dispensati dal prestar servizio per soppressione d’ufficio o per riduzione de’ ruoli organici.

Distaccamento: termine militare tolto dal francese (détachement). Indica quella squadra o compagnia o drappello che presta il suo ufficio lungi dal corpo e dalla sede principale. Tale senso ha pure il verbo distaccare. I puristi hanno torto a riprendere queste voci, giacchè esse non solamente sono parole organate nella lingua dell’uso, ma conviene anche pensare che l’Italia, soggetta per secoli al dominio politico di altre nazioni, non ebbe eserciti suoi e perciò quando potè instituirne uno, dovette ricorrere alle voci presenti e dell’uso militare, e specie alle parole di Francia, su le cui istituzioni in molte cose il governo della terza Italia si modellò. Avvertasi in fine che distaccamento è accolto dalla Nuova Crusca e così il verbo distaccare con un esempio del Montecuccoli.

Distinguersi: per segnalarsi, farsi strada, nome, è dal Fanfani ripreso per gallicismo: se distinguer. La logica induce il Fanfani a condannare anche i derivati distinto e distinzione a cui suppliscono le parole nostre reputato, segnalato, ragguardevole, ammodo, garbato etc. e riguardo, stima, riverenza, dignità etc. A mio avviso essi sono, come tanti altri, francesismi di difficile distinzione, tanto più che non mancano esempi classici. Certo anch’io penso che il frequentissimo uso che di queste parole si fa, specie distinzione e distinto, proceda da influsso francese. Comunque si pensi, il vero è che son parole che vanno facili per le bocche di tutti mentre le nostre occorrono più specialmente nell’uso letterario.... o del popolo umile.

Distinto: V. Distinguersi.

Distinzione: V. Distinguersi.

Dito di Dio: metafora tolta dalla Bibbia e usata popolarmente per significare la visibile punizione di Dio. Numeri VIII, 17; Vangelo di S. Luca XI, 20.

Ditta: questa parola che vale Compagnia Società di commercio spesso è attribuita, con intenzione di ingiuria ad istituti compagnie il cui carattere è o dovrebbe essere morale anzi tutto, non commerciale o venale. Es.: «Povera Chiesa! Una volta almeno contava al suo attivo delle conversioni notevoli che rialzavano il prestigio della ditta nei momenti difficili, richiamando su lei l’ammirazione degli imbecilli...».

Dittico: (dal gr. diptykos = pieghevole in due) quadro diviso in due tavole di legno, da aprirsi e chiudersi a piacere, per lo più in arco o a sesto acuto, detto anche ancòna.

Diuresi: termine medico formato dal greco e significa abbondante secrezione di urina.

Diuretico: attributo di que’ medicamenti e di quelle sostanze che hanno facoltà di aumentare la secrezione dell’urina.

Divano: parola con la quale si indicano in Oriente le assemblee nelle quali i sovrani e i loro ministri tengono consiglio e danno udienza. Più specialmente si intende del ministero ottomano e della Cancelleria della Sublime Porta.

Divaricare: allargare, aprire, verbo spesso usato nel linguaggio medico.

Divergenza: contrario di convergenza, ed è voce usata in senso traslato per indicare disparità, differenza di opinioni, quasi che tendano a punti opposti.

Diversivo: agg. sost., usato talora in senso traslato per deviazione, passaggio opportuno ad altro argomento o cosa.