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La dama che lo attendeva a Genova pareva invece avere la specialità delle salse più rare e raffinate. Non le aveva ancora assaggiate, è vero: ma se il treno fosse arrivato a Genova, tutto, tutto dava a credere che le avrebbe assaggiate.

Era una dama americana. Gli era stata presentata ad un grande albergo in Roma. Lui le era stato di guida in qualche gita artistica ed ella si era persuasa che lui solo aveva le qualità richieste per eseguire il busto del suo defunto marito, da collocare onoratamente nel cimitero di*** A Genova, diceva lei di avere alcuni ritratti del morto: ripassando per Genova avrebbe telegrafato a Taliedo. Così avvenne: così egli era partito.

Dopo tutto Taliedo non aveva mentito a sua moglie che nel genere: un’americana, invece di un americano.

Il treno arrivò.

La dama attendeva.

Anch’ella era magra come sua moglie, ma di una magrezza diversa e provocata da ben altro genere di sofferenze.

Si parlò molto del defunto marito: un uomo pieno di capacità e di ragionevolezza, come dimostravano i suoi ritratti. Egli aveva provato tutte le gioie del matrimonio e perciò Dio lo aveva fatto morire a tempo. Non era stato un re dell’ot-