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— Oh, io — disse quell’incognito autorevole signore — proporrò per prima cosa tutto un regolamento sull’uso dei finestrini: infatti la legislazione delle ferrovie dello Stato è muta a questo proposito. E lei, scusi, mi viene un’idea splendida, possederebbe per caso una qualche laurea in legge? No? Peccato! Io la proponevo subito all’Ufficio centrale per le contestazioni legali...

— Ma scusi — fece molto turbato il capostazione Foresti — lei chi è?

— Chi sono? Ah, sì, chi sono? — e trasse e presentò al capo-stazione il suo biglietto da visita: Cav. Comm. X. Y. — Ispettore capo delle Ferrovie dello Stato.

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E fu così che il signor capo-stazione Foresti fu trasferito in una grande città, dove potè respirare l’aria balsamica dei grandi corsi, l’aria igienica dei teatri scintillanti, dei caffè-concerto; dove i suoi occhi poterono contemplare delle donne pulite, autentiche, all’ultima moda; dove potè consumare tutto il suo capitale di salute prima che la barba diventasse totalmente grigia.