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chè la neve: il «sabotaggio». Ci vuole un ferroviere impiccato per ogni stazione! Ma si impicchi lei per primo! Le ferrovie ai ferrovieri! Alle società private le ferrovie. Senti il compare! È un deputato forse lei? Vi sono delle donne, dei bambini nelle sale d’aspetto che strillano, che si disperano, che hanno fame.»

Il vecchio signore faceva: up, là! sollevandosi ritmicamente sulle punte dei piedi, poi ricadendo sui talloni. Ad un tratto abbassò il vetro: un signore era uscito dall’ufficio del capostazione; agitava furibondo le braccia; dietro di lui erano altri signori furenti; dietro, due capo-aggiunti, ma avviliti, poveretti; la barba di tre giorni, i baffi in giù, il bavero in su, l’orgoglioso berretto color granata, pesto, avvilito anche lui. Quel signore aveva tutta la bocca aperta e le sue parole dovevano essere terribili: ma non si sentivano: ecco perchè il vecchio che faceva up, là! aveva abbassato il vetro.

Allora si udì la voce di quell’energumeno che urlava:

— Ma dove è quel capostazione? Ha finito il suo turno ed è andato a casa? Già loro signori capi non sanno niente, loro non capiscono niente, tutto un giuoco a scaricabarile. Al telegrafo, al telegrafo! Mangiapani a tradimento. Vi concio io, ora! Un dispaccio al ministro.

Chi poteva essere quell’autorevole e furibondo personaggio?