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cipe, come a poco a poco la scellerata baldanza, e la inumana stoltezza crescesse in quei regnatori; come il valore di Cesare appianasse la strade alla pusillanimità d’Augusto; come la lenta, mite, e coperta tirannide d’Augusto generasse poi l’astuta e crudele di Tiberio; come da questa finalmente prorompesse poi, senza limiti conoscer più, la furibonda di Caligola, di Nerone, di Domiziano. E, circa a quest’ultimo, osserva che il breve intervallo dell’umano governo di Vespasiano e di Tito, non fu però bastante a togliergli, o a menomargli i mezzi di riassumere una intera, sfrenata, ed inaudita tirannide. Tristo, orribile, e recentissimo esempio, che ti avverte, o Trajano, che alla tua bontà, umanità, giustizia, e moderazione, può tra pochi anni sottentrare con intera nostra rovina un