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concorso del commercio ordinario, e dei molti traticanti partiti dall’Adriatico ora che la navigazione del Pò è fatta libera e che per effetto delle grandi opere idrauliche costrutte alla foce del Pò nell’Adriatico si trova sensibilmente migliorata; per la ragione che questa Strada Ferrata venendo a confluire nella Ferrovia centrale a Bologna parteciperà del trasporlo spedito e celere per la Toscana a Livorno ponendo perciò nella tanto desiderata comunicazione l’Adriatico col Mediterraneo. Nè veggo d’altronde improbabile che la Ferrovia dal Pò per Ferrara a Bologna nel caso mancasse, o ritardasse la Ferrata da Padova al Pò giungesse ad attrarre a se i viaggiatori, ed il piccolo commercio del Veneto, del Padovano, e del Polesine di Rovigo paesi i quali per buone strade nazionali di 32 miglia circa, fornite di giornaliere e di buone diligenze potrebbero giungere in poche ore alla stazione del Pò per continuare il viaggio, i trasporti loro a Bologna da cui alla Toscana, trovando una tollerabile differenza di tempo ed una spesa uguale, avviandosi per la linea di Borgo-Forte a Reggio.

34.° Lusingandomi dopo quanto ho esposto di avere provata la vera utilità, la imperiosa necessità della Strada Ferrata da Padova a Rovigo, e per Ferrara a Bologna, e di averla provata a modo tanto evidente da convincerne chiunque; di avere abbastanza confutate le difficoltà che vi si potrebbe muovere contro tanto se si riguarda tutta la linea nella sua corsa da Padova a Bologna; quanto se si considera divisa in due sezioni come la divide il Pò grande; di avere spiegati i mezzi i più confacenti alla effettuazione dell’opera, e che in massima si stabilirono già nella convenzione diplomatica di Roma dell’anno 1851 rettificati Poi dall’altra convenzione di Vienna del corrente Anno 1856; dopo tutto ciò, io dicea, parmi di dover concludere che per l’interesse e per l’amor proprio dei Bolognesi si debba provocare l’attivazione della sezione della strada di cui scrivo del Pò grande a Bologna tanto accarezzata, e protetta da questa Società Agraria nell’anno 1846, ed in appresso , ed alla quale io non posso far a meno di rammentare che la comunicazione fra i due Mari Adriatico, e Mediterraneo,