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attuale costruzione, inducendo il Governo Pontificio a darvi trapasso dal confine Modonese a quello dello Stato Pontificio colla Toscana; impegnando quest’ultima (che avea già compita la Leopolda alla sinistra dell’Arno) a far costruir l’altra alla destra del Fiume stesso onde poter procedere da Bologna per Pistoia a Pescia e Lucca, e per Pisa a Livorno. Il Governo Toscano venne concessionando in oltre una Strada Ferrata che da Firenze per Arezzo giugnerà al confine Toscano col Pontificio ove incontrar deve in appresso la ferrovia pontificia da Bologna per Ancona a Roma, ed a Civitavecchia, linee ambedue concessionate a diverse Società industriali, linee che da Roma per la Via latina, in costruzione, formeranno assieme unite una sola strada la quale si estenderà sino al confine napolitano da dove procedendo per quel regno sino a Napoli, e da Napoli a Brindisi troverà uno sbocco nell’Adriatico.

2.° Per lo che volgendo l’occhio sopra di una carta geografica dell’Italia, ed osservando in essa la traccia data ed assegnata alle Ferrovie Italiane tanto costrutte, che in progetto di esecuzione, tanto concessionate che in trattativa di concessione sembra a prima vista null’altro rimanga da fare; ma esaminando poi la rete delle Strade Ferrate del Nord Ovèst d’Italia vi si scorge una lacuna assai grave nel sistema ferroviario sin ora concepito, e cioè la mancanza di una Strada Ferrata che ponga in comunicazione spedita, in corrispondenza breve, il basso Padovano, il Polesine di Rovigo alla sinistra del Pò, il Ferrarese alla destra del Fiume stesso, ed una parte del Territorio Bolognese sino alla Via Emilia o sia alla Centrale d’Italia; paesi tutti quanti distinti e celebrati per floridezza di suolo , per abbondanza di popolazione, pei tanti suoi monumenti di scienze, e di arti, e pel suo interessante commercio già da lungo tempo avviato fra Venezia e Livorno.

3.° Ora egli è dell’importanza dì questo interessante addizionale alla magnanima impresa della rete delle Ferrovie Italiane che vò parlarvi in oggi, rispettabilissimi Signori, come soggetto di opportunità, dividendo il mio ragionamento in due parti nella prima delle quali accennando alle concessioni delle