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SULLA RETE

DELLE

STRADE FERRATE

DEL NORD OVEST DELL’ITALIA


MEMORIA CON TAVOLA

LETTA ALLA SOCIETÀ AGRARIA DI BOLOGNA

nella sua seduta delli 28 dicembre 1856

DAL SOCIO ORDINARIO

PIETRO PANCALDI



1.° Conosciuti, e gustati ovunque i significanti vantaggi, gli usi piacevoli delle Strade Ferrate, tutte le Nazioni, e con esse tutti i Governi della nostra Penisola Italiana non omisero chi prima, chi dopo, chi separatamente, chi assieme uniti di guarnire l’Italia, e pel lungo, e pel traverso di Ferrovie confacenti alle condizioni geografiche, e commerciali dei rispettivi Paesi, superando con coraggio le tante e gravi difficoltà che sembravano insormontabili. E se la marcia della grande impresa fu lenta nei primi anni, non appena spirò l’aura serena di pace, i Governi Italiani si posero con tutta forza a creare una rete di Strade a guide di ferro, propria a somministrare una sollecita, spedita, ed economica corrispondenza interna fra un centro, e l’altro, spingendo le Ferrovie anco ai confini dei Regni limitrofi, ed ai littorali marittimi, nel che, bisogna dirlo in omaggio della verità, si distinse il Governo Sardo frenando per il primo in Italia l’orgoglio dei giganteschi monti, e cosi pure il Regno Lombardo Veneto dal quale può dirsi promossa e coltivata la grande impresa della Strada Centrale d’Italia in