Pagina:Osio - La spedizione inglese in Abissinia, Roma, Carlo Voghera, 1887.pdf/9


in abissinia 1867-1868 7

documenti accennano già ad un regno potente il quale dalla capitale di Axum stendeva il suo dominio, lungo la costa, da Suakim sino al paese dei Somali, e, nell’interno, dai deserti della Nubia sino al lago Tsana.

Quel regno crebbe, nei secoli seguenti, a grande stato di floridezza e s’allargò sino a comprendere le opposte rive del Mar Rosso; ma combattuto dalla invadente potenza degli Arabi, e rôso da lotte politiche e religiose, venne più tardi a totale decadenza e si ridusse, poco alla volta, alla regione montuosa del centro.

I portoghesi venuti, verso il 1500, a soccorrere gli Axumiti contro gli invasori mussulmani, lasciarono dietro di sè alcune missioni cattoliche, le quali, col voler ridurre i cristiani d’Abissinia alla dipendenza dalla sede di Roma, non fecero che aggiungere un partito di più ai tanti che già desolavano lo sventurato paese.

Verso la metà del secolo xvii le missioni portoghesi furono scacciate dall’Abissinia; ed allora le relazioni di questa regione africana col mondo incivilito cessarono interamente per altri cento anni, sino a che nel 1769 lo scozzese Bruce richiamò col suo viaggio l’attenzione degli Europei sull’Abissinia, e fu in tal modo l’iniziatore di quella serie di esplorazioni che si chiuse poi nel 1868 colla spedizione inglese.

Le missioni portoghesi avevano trovato l’Abissinia sotto il governo dei suoi re: re guerrieri che avevano per reggia la tenda e che vivevano trasportandosi da un punto all’altro del regno, or combattendo, ora amministrando la giustizia, ora raccogliendo tributi.

Bruce e gli altri trovarono invece l’antica dinastia o spenta, o decaduta, ed il paese, diviso in tre Stati principali: Amhara, Tigré e Scioa, divisi essi pure tra tanti principotti o feudatari, di null’altro occupati che di combattersi a vicenda: — e del resto totale assenza di commercio o d’industrie, nessuna traccia di civiltà tranne le forme esterne del Cristianesimo, e nessun’altra ricchezza all’infuori dell’agricoltura.

In questo medesimo stato di cose trovarono l’Abissinia nel 1840 due giovani ufficiali della marina inglese, i signori Plowden e Bell, i quali, trattenuti forse da grande amore alla vita d’avventure, finirono per stabilirvisi definitivamente: uno d’essi, in un breve viaggio in Inghilterra ottenne anzi da lord Palmerston nel 1848 la nomina a console inglese in Abissinia.