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gli sfuggiva la formula, egli declamava seco stesso dal fondo del proprio villaggio, paragonandosi a Tcherniscevskj. Ah! era tempo di rovesciare questo barocco edificio cristiano, e di riaprire il tribunale della coscienza umana per citarvi tutte le istituzioni sociali. Spesso il giudice s’addormenta e la ghigliottina s’irrugginisce, mentre quanto è falso trionfa nell’orgoglio dell’impunità: ma basta un colpo, talvolta lieve come un alïare di farfalla, per destare il giudice, e una terribile giustizia ricomincia. Allora nessuna pietà a quelli che non ne ebbero, perchè ogni misericordia ricondurrebbe il passato; o giustiziare e procedere, o graziare e cadere a mezzo il cammino.

In questo tempo gli nacque Loris.

Erano gli anni dell’emancipazione dei servi: Loris nacque nel 1862, d’estate, quando tutta la natura era in festa. Il padre ne delirò. Quella nuova vita, che rampollava dalla sua, fu per lui una riconciliazione.

Profittando di un’assenza del diacono, non battezzò il bambino, e disse poi di averlo fatto, perchè non crescesse col peccato originale della religione. La moglie non lo seppe mai; d’altronde Loris figurava sul registro della parrocchia. Ma la miseria in casa era cresciuta da tutte quelle idee ribelli. Da molto tempo egli non domandava più ai mugiks il prezzo dei sacramenti, e questi, invece di essergliene grati, ne lo disistimavano maggiormente. Quando soppresse l’uso di dare loro