Pagina:Oriani - Il nemico, vol.2.djvu/186



I.

Quella notte sulle dieci Loris dovette cenare col principe nel salotto azzurro di Tatiana; ella li aveva fatti invitare dal maggiordomo, e il principe si era affrettato a parlarne con Loris. Questi, ridivenuto padrone di sè medesimo, ascoltò colla massima freddezza le sue spiegazioni.

— Non sareste malcontento, gli si rivolse, che qualcuno l’umiliasse.

Il principe titubò.

— Quella donna è la fine della vostra vita. Adesso, nell’impossibilità di farvi amare da lei, non vi resta che l’amore di un altro, il quale la spezzi, per possederla almeno in frantumi. Ma voi non l’amate abbastanza per aspettare di ottenerla così.

Il volto del principe esprimeva un’angoscia umiliata.