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TERZO. 83

porge animo dirvi cosa che per vincere ogni Cavallo, & farlo al sul dispetto voltar da ogni mano è infallibile, benche sia certo che alla più parte degli huomini, che oggi al mondo sono in udirlo, parerà lo effetto contrario, tanto piu, quanto meno sarà il discorso, & la pratica loro, della qual cosa io non fo conto niuno, perche penso che se non tutti, alcuni radi Cavalieri con isperienza saranno conosucer la verità mia. & uditi quel che è.

[Altro bel modo per levar la credenza.]Dovete andare alla campagna che sia maiese profonda, & molle, et ivi farete gli ordini vostri maneggiando il Cavallo a repoloni di trotto, o di galoppo, ma più conveniente sarebbe incominciar i repoloni di passo, & dapoi seguirli di trotto, & com’egli prende pugna in non volersi voltare da una mano, & voi tosto gli mostrerete una terribile ferocità con voci grandissime, & minacciandolo, & battendolo con bacchettone fra le orecchie, & dall’una banda, & l’altra della testa, & maggiormente onde si volta volentieri, overo là più dove conoscerete che vi sarà più facile castigarsi, richiedendolo spesso che si volti, & non voltandosi, di subito anderete sbarattatamente sbrigliandolo, et corren en dolo, or di trotto, or di corso, or di galoppo, da dritto in dritto, overo a i torni, & farete l’un & l’altro, o più l’un dell’altro, secondo vi parerà che sia più a proposito in vincere la sua malignità, senza dargli pausa, & senza rispetto disordinatamente lo dovete superare, & così travagliando castigare. Et se pure si pone in su la briglia andando via, non percio vi spaventerete, anzi allora tanto più lo castigherete con voci, & gridi altissimi, & dapoi fermandolo con quella ira, un’altra fiata sforzatelo che si volti, et non voledo voltarsi ferete ancora quello, & in ciò animosamente non mancherete mai, fin che viene al bene, & che si giri da quella mano: alla quale voltato che sarà lo maneggerete un pezzo a repoloni su il trotto, o su il galoppo, così come a voi parera che meglio gli convenga; & poi li toglierete la via di inarborarsi. quando pure egli si disperasse di questo, lo dovete, prima che venga in tal disordine, da ora in ora battere fra le braccia dinanzi. & sepur si accorge dell’error suo, & fa le volte libere senza farvi punta, & vii tantosto mancando quella furia, gli farete carezze, & di voce, & di mano, & di riposo, & dapoi caminando passo passo: & quã an an te fiate egli torna nel suo distordine, & voi similmente tornerete con asprezze a castigarlo, che in tal maniera vi dico certo, che in quel giorno che si cavalcherà, egli totalmente farà fuora di questo difetto, & più presto da quella mano che dall’altra: però dovete determinare et non partirvi dal matino insin’alla sera, et fin tanto che egli sarà vinto, perche sarebbe error grande lasciarlo distonato, quantunque forse in assai meno stpatio di un’hora egli si abbandonerà nelle vostre mani, & volterassi mille volte da ogni banda. talche questo è un degli ordini maggiori di togliere ogni credenza, usando però tutto a tempo, & con i modi come coviene. Alla qual cosa non vipaia che vi sia contradittion di parole, perche il disordine fatto a tempo è il maggiore ordine che si può fare; et non pensate che si