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dialogo 371


primo.

Pare di sì, poichè non vi sentite di dire che l’ha creato lui.

secondo.

Volete che la concluda in una parola? Sappiatemi dire dov’era, e vi concederò che era.

primo.

Ohi che non vi pare abbastanza una questione alla volta (e intralciata, secondo voi), che volete intralciarla di più con un’altra? Vediamo prima se era; se troviamo che no, si risparmia l’altra questione; nell’altro caso, chi sa che, dopo, non ci riesca più facile di scioglierla? A ogni modo, non c’è niente come metter sull’arcolaio una matassa sola alla volta.

secondo.

Ebbene, dimostrate voi che quell’idea era.

primo.

Son qui a tentarne la prova, se voi altri m’aiutate.

secondo.

Per me, non mi sento disposto, che a contradirvi.

primo.

È una maniera, anche codesta, d’aiutare uno che cerchi la verità. E voi, che non dite nulla, da che parte siete?

─ M’avete fatto giudice, rispos’io: devo stare a sentire fino alla fine, per non pregiudicare la sentenza.

primo.

Vedete che bel pretesto, per non metterci la sua parte. Ora, poichè il difensore della tesi son io, bisogna che mi permettiate di prenderla per il mio verso. Io intendo d’andar per la strada corta; ma dovrà esser curva, poichè ci avete messa in mezzo una montagna da girare. Sicchè non mi richiamate alla questione, quando vi paia che non ci arrivi subito. Se alla fine rimarrò fuori del seminato, allora, par ricattarvi della vostra tolleranza, mi fischierete.,

secondo.

Senza misericordia.

primo.

È giusto. Ditemi dunque, nemico mio carissimo; vi par egli impossibile che due artisti, uno a levante, l’altro a ponente, senza saper nulla l’uno dell’altro, inventino (adopro la parola neutrale) uno stesso stessissimo fiore, senza la più piccola differenza?

secondo.

Moralmente, dico subito che la cosa mi pare impossibile.

primo.

Per l’amor del cielo, non c’impicciamo con avverbi che cambino il senso del termine principale. Non si tratta qui della probabilità che potrebbe determinare uno a fare o a non fare una scommessa. Si tratta di pura possibilità. Non c’è che una maniera d’essere impossibile: l’implicar contradizione. Vi domando se dal fatto d’avere un artista ideato un tal fiore, nasce in tutti gli altri uomini l’impossibilità d’idearlo tal quale.