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174 discorso storico

nè l’altra di queste supposizioni s’accorderebbe, con la ristrettezza del tempo; giacchè Cuniberto era partito di notte dalla casa di caccia, e senza dubbio per ritornarci la mattina, non avendo scelta quell’ora, se non per nascondere la sua partenza alla regina. L’esser poi Teodote stata veduta da questa nel bagno, non pare che si possa spiegare verosimilmente, se non col supporre che abitasse nel palazzo reale. Tutte queste circostanze rendono sommamente probabile che fosse una delle ancelle che ci dimoravano.

Fu poi messa in un monastero di Pavia, che prese il nome da lei, come segue a raccontare il Diacono 1; e queste sue avventure furono cagione che si parlasse della origine, a differenza di chi sa quant’altre nobilissime romane che vissero e morirono oscure in quel miscuglio di schiavi, insieme con chi sa quante altre discendenti di famiglie nobilissime delle diverse parti di mondo conquistate da’ Romani.

II.

Se dunque, all’epoca del ristabilimento del regno, lo stato di cose indicato dalla formola, per ostes divisi, non esisteva più, e non che esser opera dei duchi, era stato violentemente distrutto sotto la loro dominazione; le parole, populi tamen aggravati per Langobardos hospites partiuntur devono significar tutt’altro che un’operazione relativa a quello. Quest’argomento pregiudiziale però non può dispensarci dall’esaminare le più celebri e le più seguite tra l’interpretazioni che furono fatte con un tale intento.

Secondo il signor de Savigny, quelle parole non esprimerebbero altro che la continuazione, e come la conferma del fatto anteriore. «I Romani rimangono divisi tra i singoli Longobardi, come hospites di questi; e non si deve veder qui una novità, ma la permanenza dello stato di cose spiegato sopra, come lo dimostra la somiglianza dell’espressioni 2.» A una tale interpretazione però ci pare che resista invincibilmente la forza del partiuntur, che esprime nella maniera più risoluta un fatto novo. Di più, questo fatto è messo dallo storico in relazione con ciò che precede, e con ciò che segue; e perchè l’interpretazione riesca soddisfacente, è necessario che ci comparisca questa doppia relazione. Trascriviamo qui di seguito questa parte del testo, affinchè il lettore possa far comodamente un tal giudizio e su questa, e sull’altre interpretazioni. Hujus (Authari) in diebus, ob restaurationem regni, duces qui tunc erant, omnem substantiarum suarum medietatem regalibus usibus tribuunt, ut esse posset unde rex ipse, sive qui ei adhaererent, ejusque obsequiis per diversa officia dediti alerentur. Populi tamen aggravati (e questo tamen annunzia manifestamente qualcosa di straordinario e da non doversi aspettare dopo la cessione fatta dai duchi), per Langobardos hospites partiuntur. Erat sane hoc mirabile in regno Langobardorum (e qui il sane accenna altrettanto manifestamente, che le cose che si diranno sono consentanee al fatto riferito, e lo confermano): nulla erat violentia, nullae struebantur insidiae. Nemo aliquem angariabat, nemo spoliabat. Non erant furta, non latrocinia: unusquisque quo libebat securus sine timore

  1. Quam tamen postea in monasterimm, quod de illius nomine intra Ticinum appellatum est, misit. Ibid. — Fu poi chiamato il monastero della Pusterla. V. la nota al luogo citato, Rer. It. Script. T. I, P. II, pag. 487.
  2. Storia del Diritto romano nel medio evo; Cap. V, 118.