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VI. Frequentissimi occorrono gli esempi sì nell’antica tattica sì nella moderna di cavalieri che combattendo a piedi restituirono la battaglia. Dalle circostanze si derivarono le regole; e si crearono i dragoni che cavalcando hanno celerità nelle marcie, ed azzuffandosi a piedi vincono gli ostacoli insormontabili alla cavalleria. Però il Montecuccoli prescrive l’uso di questa milizia: ma andava ella ordinata ed armata come a’ dì nostri? I dragoni d’allora erano propriamente fanti che cavalcavano; oggi sono propriamente cavalieri che si schierano anche a piedi.

Se nelle emergenze d’una battaglia e nell’ardore della zuffa si ordinassero due squadroni in un battaglione, avrebbero i nostri dragoni con la lor grave armatura, co’ lunghi spadoni, co’ calzoni di pelle e gli enormi stivali in cui le lor cosce e le lor gambe sono inceppate, avrebbero eglino l’agilità necessaria al combattimento pedestre? e i loro cavalli potrebbero essere custoditi sicuramente da pochi soldati? e se per provvedere alla custodia si comandassero molte guardie, non si scemerebbero le forze alla battaglia quando appunto le forze sono più necessarie? E quand’anche i dragoni lasciando i loro cavalli ne’ quartieri di pace e calzandosi da fantaccini marciassero a battaglioni, di che danno non riescirebbe all’erario il mantenimento di cavalli che invecchiano inutilmente? mentre i muscoli del soldato, assuefatti ad un cavalcare perpetuo mal potrebbero a un tratto resistere a’ viaggi lunghi e affrettati.

Proprietà essenziali della tattica sono l’esattezza e la sicurezza de’ movimenti: ma non si conseguiranno mai se si cangieranno