Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo III.djvu/58

50 GUERRE GOTTICHE

ancora che innanzi ad esse perderono e consanguinei e fratelli. Or dunque finchè avete in poter vostro la scelta d’un più vantaggioso destino, l’appaciarvi con noi, aderite a chi vi consiglia per lo migliore, ed evitate la sovrastante calamità, dalla quale una volta oppressi, come havvi tutto a supporre, non potrete di pieno diritto accagionarne la fortuna, ma la sola pertinacia vostra.» Dopo queste parole Stefano ebbe commiato da Belisario, e restituitosi nella città ridisse con lagrime e sospiri al popolo le cose udite dalla bocca del duce, ma inefficaci furono le sue ammonizioni, non essendo riuscito a incutergli timore nè a persuaderlo di arrendersi all’esercito nemico. Quindi è manifesto che Iddio severamente punir volea quel popolo prima di assoggettarlo a Giustiniano.


C A P O X.


Apprestamenti di Belisario per entrare in Napoli armata mano — L’acquidotto ne fornisce agli imperiali il mezzo. — Eccidio nella vinta città. — Improvvisa morte di Pastore. Alterco fra Stefano ed Asclepiodoto. L’ultimo è fatto in brani dal popolo.

I. Il condottiero tentato invano di ridurre a miglior consiglio i Napoletani deliberò sorprendere la città: in sul primo annottare adunque, scelti da quattrocento militi e dato loro a duce Magno capo dei cavalieri, ed Enne cui obbedivano gl’Isauri, ammonìlli che stessersi ad attendere quietamente, ed armati di lorica, di pavese e di spada gli ordini suoi. Chiamato inoltre Bessa