Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo III.djvu/41


LIBRO PRIMO 55

fine a tutti gli accordi stipulati fra noi.» Giustiniano quindi ordinò che partissero a quella volta col suo foglio Atanasio fratello di Alessandro, ed in epoca più lontana spedito ambasciadore ad Atalarico, siccome altrove narrammo, e nuovamente Pietro protettore, anch’egli di già menzionato, i quali assegnar doveano a Teodato i fondi spettanti alla casa reale, nomati patrimonio. Or questi allorchè ebbero disteso e ratificato co’ giuramenti le convenzioni mandarono chiamando Belisario nella Sicilia all’uopo di ricevere la consegna del palazzo, e di custodire, pigliatone il possesso, tutta l’Italia, sendo stato per lo avanti il duce prevenuto di recarsi immediatamente colà al primo lor cenno.

C A P O VII.


Morte di Mundo e del figliuol suo profetizzata, giusta la fama, dalla Sibilla. — Teodato manca alla data parola, e fa disonorevole accoglienza all’imperiale ambasceria. Colloquio tra lui e gli ambasciadori. Lettera di Giustiniano agli ottimati de’ Gotti. — Constanziano mandato dall’imperatore con esercito in Dalmazia; la sottomette ai Romani. Termina l’anno primo della guerra contro i Gotti.

I. Intantochè Giustiniano dava opera a questi maneggi e gli ambasciadori correvano la via dell’Italia, i Gotti con forte esercito capitanato da Asinario, Grippa e da altri duci metton piede sulla Dalmazia, e procedendo a Salona viene ad incontrarli piccola mano di armati sotto gli ordini di Maurizio figlio di Mundo, coll’intendimento anzi di esplorare che di combattere.

Procopio, tom. II. 3