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LIBRO SECONDO 271

della perizia essendo l’infondere negli animi consiglio e prudenza, e il dar bando al temerario ardire. Or dunque è forza che voi tutti richiamando alla memoria le durate vicende sulle presenti deliberiate. Conciossiachè l’obblivione delle più remote geste, allorquando appunto erane minore il bisogno, esaltò alla spensierata gli animi di molti, ed a gran partito sedusseli in affari di altissima importanza. Vitige, il sapete, s’è messo in balìa de’ nemici senza incontrare opponimento o disapprovazione da voi, i quali avendo a que’ dì gli animi fiaccati dall’avversa fortuna, opinaste vie più vantaggioso il darvi per vinti, annighittendo nelle case vostre, a Belisario, che non cimentarvi nei pericoli della guerra; ma adesso che udite la sua partenza alla volta di Bizanzio vi date a macchinar novità. Su di che deve ognun di voi considerare nell’animo suo come non sempre riesca all’uomo condurre a buon termine le meditate imprese, anzi spesso in onta della nostra sentenza vediamo le cose piegare in modo affatto contrario ai precogitati divisamenti, solendo la fortuna ed il pentimento dar migliori consigli e d’improvviso condurli ad effetto; nè v’ha opposizione che ora tanto accader possa a Belisario. Così innanzi tutto vuol preferirsi il trattare seco lui per richiamarlo ai primi accordi; poscia sarem noi gli arbitri di quanto ne converrà, per lo miglior nostro, operare.»

III. I Gotti approvate le osservazioni messe in campo da Ildibado presto spedirono ambasciadori a Ravenna, i quali fattisi alla presenza di Belisario gli rammentano