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LIBRO SECONDO 197

CAPO XIII.

Ratificamento della pace inviato da Giustiniano a Cosroe. — Carità degli Edesseni verso i prigionieri d’Antiochia frustrata dall’avaro Buzez. — Carreni trattati urbanamente dal Persiano. — Origine delle pretensioni del monarca persiano su di Costantina. — Dara assediata dall’esercito reale, ma non vinta.

I. Cosroe avuto da Giustiniano il ratificamento degli accordi stabiliti dall’ambasceria1, accomiatò subito gli ostaggi e si diresse altrove.

II. Fece di poi mercato dei prigionieri condotti da Antiochia, a pro de’ quali mostraronsi gli Edesseni di una carità oltra ogni esempio, tutti indistintamente accorrendo alla chiesa con offerte in prezzo del riscatto loro, molti entro i limiti delle proprie facoltadi, e taluni operando eziandio, in apparenza almeno, sforzi di esse maggiori; fin le donne pubbliche che v’apportavano i loro ornamenti, ed i contadini privi di danaro supplivano con asinelli e con montoni. Ragunossi per simil guisa grande quantità d’oro, d’argento e di altri effetti, ma disgraziatamente nulla di tanto andò a benefizio dei prigionieri in causa dello scellerato Buzez, il quale anelante di trar vantaggio da sì copiose ricchezze, s’oppose al desiderio commendevolissimo degli abitatori ed instigò il Persiano a tutte rapirle.

  1. Anni dell’era volgare 543, e 16.° dell’imperio di Giustiniano.