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82 GUERRE PERSIANE

lare fenomeno. Per cinquanta stadj, o in quel torno, di lunghezza e venti di larghezza galleggia a fior d’esso una melma, e v’indura sì che mentisce allo sguardo ben fermo terreno, su cui del continuo discorrono uomini, cavalli, e sin molte carra, certi di aggiugnere con buon viaggio alla divisata meta: oltre di che germoglianvi abbondanti calami, arsi dai vicini abitatori ogni anno allo spirare di propizio vento affinchè non riescano d’impaccio ai passeggieri; e se il periodico abbruciamento discopersevi talora poca e superficiale umidità in alcun punto, la melma tosto rassodandosi torna al luogo la solita apparenza.

III. Di là mette foce l’Eufrate nell’Edessene dove ha tempio Diana Tauride, e da qui narra la fama che Ifigenia, figliuola di Agamennone, al fuggire con Oreste e Pilade trasportasse l’imagine della Dea1. Giace

  1. Così scrive Dione Cassio: «Quanto a Comana poi essa è in quel paese che al presente chiamasi Cappadocia; e si e sempre creduto in fino a questo giorno che ivi sia stato il simulacro di Diana Taurica e la schiatta di Agamennone. Siccome poi varie opinioni si spacciano intorno alla maniera con cui le dette cose colà pervennero, ed ivi fermaronsi, così io non ho potuto rinvenirne alcuna certezza, e dirò soltanto quello che a me è noto. Due sono in Cappadocia le città che hanno lo stesso nome di Comana, che non sono molto distanti fra loro, e che contengono i monumenti delle medesime cose; ed in fatti non solo tutte le altre cose si favoleggia e si vanta che in questa ed in quella sieno simili; ma ambedue queste città hanno un pugnale, il quale credono che sia veramente quello d’Ifigenia» (Dione, tom. ii). Una di esse città oggi vien detta Arminaca, e altra, al fiume Casalnach ed anticamente appellata Comana pontica, ha nome Com.