Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/515


475

abbracciata la religione cristiana; e perchè in niun punto hanno mai violata l’antica alleanza, noi oggi li chiamiamo Pacati, traendone la denominazione dalla parola latina pace. Dalla Pentapoli a Tripoli la distanza è di venti giornate di cammino.


CAPO IV.


Lepte la grande fortificata ed ornata da Giustiniano. Prodigio ivi mostratosi ai Mauri. I Gadabitani abbracciano la fede di Cristo. Sirte minore.


Siegue Lepte la grande; città in addietro ampia e piena di popolo; poscia fatta quasi deserta, e perchè trascurata, coperta dalle sabbie. Il nostro Imperadore vi fece le mura da’ fondamenti, ma in giro assai minore dell’antico, onde per la inutile ampiezza non ricadesse nella già provata calamità, per la facilità di essere presa dai nemici, e per essere esposta alle sabbie mosse dai venti. Per lo che quella parte che le sabbie aveano sepolta, egli abbandonò nello stato, in che era, così che quanto dianzi la sabbia ammucchiata avea coperto, rimane coperto anch’oggi. L’altra parte fu quella, che cinse di fortissime mura; ed ivi un bello e grandioso tempio inalzò alla Madre di Dio; e quattro chiese vi aggiunse; e ristaurò il vecchio palazzo andato in rovina, opera di Severo Augusto, il seniore, il quale essendo nato in Lepte, volle erigervi un monumento della sua fortuna.

E poichè sono venuto a parlare di questa città, non