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ra, e dappertutto all’intorno v’è campagna, sulla quale comodamente può campeggiare la cavalleria: esso ha inoltre stagni paludosi d’acqua corrotta. È dunque facile ad essere assaltato dai nemici, e pestilenziale per gli abitanti. Lasciata perciò da parte Bizane, come ben meritava, si voltò ad altro luogo detto Tzumina, tre miglia discosto da quella, e d’aria saluberrima, perchè posto in alto, e tra precipizii. Ivi fondò la bella ed invitta città, che porta il suo nome.


CAPO VI.


Costumi, situazione e conversione alla fede di Cristo degli Tzani. Edifizii costrutti presso questo popolo.


Tali sono le cose da Giustiniano Augusto fatte in Armenia. Ora secondo il nostro proposito diremo ciò che fece presso gli Tzani, che sono abitatori di Armenia. Anticamente gli Tzani liberi, nè soggetti ad alcun principe, viveano a modo di fiere. Tenevano per conto di Dei e veneravano boschi, uccelli ed altri animali; e menando loro vita continuamente sopra altissimi monti coperti di selve, sostenevansi non con agricoltura, ma con rapine e ladronecci. Sono di agricoltura infatti ignorantissimi; e il loro paese, ove manca di monti, pieno è di colline incapaci di accogliere seminagioni di biade, se alcuno pur volesse occuparsene, non avendo terreno a ciò atto, ma sassoso tutto, ed affatto sterile. Ivi adunque il suolo non può sostenere aratro; ed anzi non vi si vede nemmeno prateria veruna; e gli stessi alberi