Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/436

396

una grossezza di dodici piedi, ed altrettanti ancora aggiunse all’altezza di prima. Un altro muro assai forte aggiunse al di fuori; e di tutte le altre opere, colle quali suolsi ben munire le città, quest’ancora assicurò.


CAPO III.


Giustiniano fortifica le Clissure nella Sofanene: nell’Astianene fonda il castello presso Citarizzo; e cinge di mura nella Corzane Artalesone.


Da Martiropoli verso ponente è Fisene, luogo dell’Armenia Sofanene, lontano da quella città poco meno del cammino di una giornata. A otto miglia di là alzansi monti dirotti ed affatto inaccessibili, i quali nell’unirsi formano due gole non molto tra esse distanti, che comunemente si chiamano Clissure, o vogliam dire Strette, o Gole, o Porte. Quelli che dalla Persarmenia si portano nella Sofanene, o che dal confine persiano, o dal castello di Citarizzo si dipartono, non possono fare a meno di penetrarvi per quelle gole. Una di queste dagli indigeni si chiama il passo d’Illirisi, l’altra il passo di Safoa. L’una e l’altra meritava grosso presidio, e molta vigilanza, onde a’ nemici la strada per di là fosse preclusa. Ma al tempo nostro que’ luoghi restarono senza custodia, fintanto che Giustiniano imperatore egregiamente fortificò tanto Fisene, quanto quelle strette, e postovi un presidio validissimo tolse ai barbari ogni speranza di passarle. Questo è ciò che fece nella Sofanene.

Presso a Citarizzo, che è un castello dell’Astianene,