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rezza della medesima: ma vi fabbricò tempii, e quartieri militari; e vi aggiunse ad ornamento bagni e portici pubblici, adoperando ne’lavori gl’ingegneri Isidoro e Giovanni, costantinopolitano questo, e l’altro milesio, nipote di quello, di cul in principio feci menzione; giovani entrambi, ma di mente superiore alla età, e per la loro perizia in edificare giustificante la scelta del Principe.


CAPO IX.


Sura, Sergiopoli, alcuni castelli, e principalmente Imerio: e parimente Jerapoli, Zeugma, Neocesarea, ed altri luoghi della regione dell’Eufrate, fortificati.


Dopo Zenobia, la città di Sura, posta presso l’Eufrate, avea mura sì deboli, che non potè resistere a Cosroe nemmeno mezz’ora, e in un momento venne in potere de’ Persiani. Fu di questa Giustiniano, come di Callinico ristauratore, cingendola tutta di validissime mura, e di contromuro, sicchè in avvenire possa sostenere gli assalti dei nemici.

Nella contrada dell’Eufrate v’ha un tempio dedicato a Sergio, santo di grande rinomanza, dagli antichi tanto venerato, che chiamarono quel luogo Sergiopoli. L’aveano cinto di una piccola muraglia, bastante a trattenere i Saraceni di quelle parti nel primo loro impeto; se avessero voluto violarlo, poichè non sono fatti i Saraceni per assaltare luoghi murati; e per ciò quella muraglia contro d’essi bastava, quantunque debolissima,

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