Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/363


323
LIBRO PRIMO

CAPO PRIMO.

Di Santa Sofia


Ne’ libri da me scritti sulla guerra, schiettamente e diligentemente narrai come da vilissimi caporioni, e da immensa ciurmaglia alzossi una volta gran sedizione detta Nika, contro Giustiniano Angusto. E perchè non dovesse dubitarsi, che contro Dio del pari, che contro l’imperadore, que’ furibondi ed esecrandi uomini eransi alzati, niun riguardo ebbero a mettere in fiamme la chiesa de’ Cristiani, dai Costantinopolitani chiamata di S. Sofia, cosi usando un titolo al nume supremo convenientissimo. E tanto sacrilegio permise Dio prevedendo quanto più splendidamente e magnificamente sarebbe stato quel tempio ristaurato. Fu dunque allora la chiesa convertita in un mucchio di cenere; ma non molto dopo Giustiniano Augusto la rialzò grandiosa e bella, a modo, che se alcuno presentato avesse a’ Cristiani il modello di quella che oggi vediamo, e domandato loro, se fosse ad essi piaciuto di vederla demolita, e secondo quel modello rifabbricata, io credo che su di ciò non avrebbero esitato punto a desiderare che fosse gittata a terra per vederla conversa in forma si meravigliosa. Adunque l’Imperadore non badando a spesa pose ogni suo pensiero alla nuova fabbrica, e chiamò a tal uopo artefici da ogni parte. Serviva alle sue idee, disegnando