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figliuolo di sua sorella, il quale fu dichiarato Cesare il primo giorno del mese Xantico, vale a dire il dì delle calende di aprile.

10.° Egli è ben giusto presumere, che di poco buona voglia fosse veduto dall’universale assicurato il trono a Giustiniano, essendo palese a tutti il suo carattere, l’abuso che fino allora avea fatto del potere, l’infamia delle sue nozze, e l’indole perversa di Teodora. Perciò, se Cirillo di Scitopoli dice che la elevazione di Giustiniano seguì coll’approvazione di tutto il senato, è da credere che non alludesse se non se ad una clausula di formalità, la quale nessuno ignora quale senso in molti incontri essa abbia. Ben dee far senso un passo di Vittore Tunnense, il quale dicendo che Giustino creò Giustiniano a supplicazione de’ senatori Cesare, aggiunge, che quell’imperadore fece tale cosa contro la propria volontà.

11.° Notando Procopio, che l’atto dell’adozione seguì il Giovedì santo, in cui, secondo il rito della chiesa greca, non è permesso augurar nè salute, nè pace ad alcuno, ha, giusta la opinione di que’ tempi, voluto indicare il mal augurio, onde quella funzione fu accompagnata, per le tante guerre, congiure, pestilenze, tremuoti, ed altri malanni sofferti sotto il regno di Giustiniano. Anche il Rituale latino alcuna cosa serba di quell’uso, in quanto nella Messa di quel giorno, quantunque celebrata con solennità in memoria della istituzione della Eucaristia, non dà la pace; ed inoltre si spogliano gli altari, si coprono le immagini, e si legano le campane per non suonarle più che nel sabbato susseguente. Del rimanente un passo di Teofane dimostra, che se l’atto dell’adozione seguì il Giovedì santo, Giustiniano e Teodora vennero nella nuova loro dignità salutati dal popolo il dì di Pasqua.

CAPO XV.

I.° Quello che qui dice Procopio della bellezza di Teodora, non é il tutto. Parlando nel lib. i degli Edifizii di una statua