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e tratto all’isola Palmaria da costoro, sotto la custodia di essi morì d’inedia. Ma qui Procopio chiaramente nomina il sicario, di cui Antonina si servì; e dice Silverio morto, non d’inedia, ma o di ferro, o d’altro mezzo violento. Ed era certamente Procopio meglio informato, perché egli allora trovavasi in Roma, e presso Antonina. D’altronde Liberato può supporsi di animo avverso a Vigilio, come lo furono a quel tempo gli Africani a cagione ch’egli avea confermato il quinto concilio di Costantinopoli riguardante i famosi tre capitoli.

CAPO III.

I.° Nel lib. i della Guerra gotica Procopio dice di Fozio: Giovine ancora di primo pelo, naturalmente pieno di prudenza e di valore oltre quanto gli desse l’età. Egli fece la sua prima campagna in Italia, e seguitò Belisario in Persia. Narra di lui Liberato cartaginese, che quando sua madre Antonina per compiacere alla imperatrice Teodora volle ruinare papa Silverio, si servì di lui, il quale andò a trovare quel pontefice, che stava ritirato nella basilica della Sabina, ed assicuratolo con giuramento lo condusse nel palazzo. Teofane chiama questo giovine Fotino; e vedremo poi perché.

2.° In quanto a Teodosio si nota l’essersi fatto tagliare la chioma, poiché era questo il più manifesto segno di ritirarsi dal mondo. Ond’é, che Niceforo costantinopolitano, nella storia de’ Monaci disertori, per dimostrare che s’erano dati di nuovo alla vita mondana, dice di essi, che di tosati s’erano mutati in chiomati, all’uso de’ laici.

CAPO IV.

I.° Direbbesi facilmente, che il personaggio principale delle Storie di Procopio è Belisario. Egli militò da prima sotto gli ordini di Giustiniano, mentre questi era comandante generale dell’esercito romano; e fu suo aiutante. Di poi insieme con Sitta