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esuberantemente, i quali non sarebbero mai caduti dalla penna di chi non avesse professata la religione cristiana ortodossa. E ciò pienamente dimostra i delirii calunniosi di chi contra la verità ha preteso di levare a Procopio la fede circa quanto egli scrisse in quell’opera. Ma la seconda mia considerazione è di diverso carattere. Procopio in questi libri degli Edifizii pubblicamente e ripetutamente esalta, ove la pietà religiosa di Giustiniano in edificare, o ristaurare ed ornare tanti tempii e monasterii, ove la sollecitudine sua in assicurare l’imperio romano contra le nazioni nemiche con tante costruzioni di mura, di torri, di castella, e di città, e con tante fortificazioni di ogni genere, ove di provvedere con paterna cura ai bisogni de’ suoi popoli con acquidotti, con fontane, con ponti, con istrade, e portici, e porti, e moli d’innegabile utilità pubblica.