Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/192

158

data al Principe la parte che gli veniva, iniquamente cavava per sé grosse ricchezze, intanto che giaceano in isquallore quelli ai quali le solite largizioni erano o tolte o diminuite. Fece ancora battere monete d’oro minori in valore di quello che le spacciasse. E questo fu l’aspetto che sotto questo Imperadore i magistrati presentarono.


CAPO XXIV.
Stato de’possidenti di terre. Esenzioni di tributi praticate dagli antecedenti Imperadori. Nissuna ne accorda Giustiniano salvo che per un anno solo alle città prese dai nemici. Suoi decreti di annona, d’imposta, di descrizione. Angherie usate per gli alloggiamenti dei soldati in tempo di pace Simile angheria sofferta dagli abitanti di Costantinopoli in occasione di una moltitudine di Barbari recatisi in quella capitale.

Come poi fossero ruinati i possessori di terre dirò qui, sebbene a spiegare le loro miserie bastar debba quanto poco fa ho narrato de’prefetti che andavano a governar le provincie, essendo prima di ogni altra cosa loro faccenda lo spogliare colle lor violenze i padroni di latifondi. Fu pratica antichissima de’romani Imperadori il rimettere non una, ma più e più volte, le piccole partite che rimanessero da pagarsi alle casse pubbliche per imposte; e ciò facevasi perché chi era già in misera fortuna non fosse perpetuamente per que’ debiti angustiato; né i questori avessero occasione di tormentarli