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que’ suoi soliti clandestini; ma per riguardo alla dignità dell’incolpato molti ed insigni uomini sedeano nel Foro giudici, e questi rigettarono come invalido per la causa il testimonio dei due servi, i quali erano anche minori di età; essa fece mettere nelle solite sue carceri un certo Teodoro famigliare di Diogene, e lo circonvenne sì con lusinghe, che con tormenti. Imperciocché veggendo di non potergli trarre di bocca quanto cercava, con un nervo di bue legatogli dalla fronte alle orecchie lo fece stringere a modo, che gli avessero da uscire gli occhi dalle loro sedi. Ma egli soffrì tutto per non mentire. I giudici adunque rigettarono la querela, di cui non si era allegata prova bastante; e grande allegrezza ne fecero pubblicamente i cittadini. E di queste cose basti il detto fin qui, avendo già da principio narrato quanto questa donna fece contro di Belisario, contro di Fozio, contro di Buze.


CAPO XIX.
Altre atrocità di Teodora. Casi di Callinico, delle prostitute di Costantinopoli, di due nobili vedove, e di un suo figlio stesso da lei fatto sparire. Protegge le donne adultere, e ne persegue i mariti che le querelano. Violenta i matrimonii in più maniere. Trattamento fatto a Saturnino. Trame contro Giovanni cappadoce.

Due faziosi della parte Veneta, cilici di nazione, in una sedizione avendo violentemente assaltato Callinico, prefetto della seconda Cilicia, sotto gli occhi di lui e