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dato ai piaceri di venere, sì poco usò nel bere, nel mangiar, nel dormire, che gustata appena or l’una or l’altra vivanda, come dirò, la notte quasi intera passava scorrendo per tutta la reggia.

In quanto a Teodora, di lei, mentre frequentava ancora la scena, i suoi amorosi raccontarono come venivano giù dalla volta della camera notturni folletti, e per la stessa via ritiravansi dopo essere stati con essa molta parte della notte. E di lei pure altra notabil cosa raccontò una piccola saltatrice de’ Veneti antiocheni, chiamata Macedonia, stata potente presso Giustiniano a segno che anche vivente Giustino, secondando essa la cupidigia del nipote lo eccitava a levar di mezzo gli ottimati dell’Oriente, e a confiscarne i beni. Diceva dunque costei qualmente, salutando Teodora la quale veniva dall’Egitto e dall’Africa, e vedutala tribolatissima per le ingiurie ricevute da Eccebolo, e per la perdita di denaro che in viaggio avea fatta, volendo essa confortarla coll’insinuarle a sperare nella fortuna, la quale poteva darle di nuovo grandi ricchezze, rispose: in quanto a ricchezze, in quella stessa notte esserlesi in sogno ordinato di non pensarvi per nulla; ché giunta a Costantinopoli sarebbe ascesa al letto di un Genio massimo, e che coll’arte sua sarebbesi congiunta con esso lui in nodo maritale; e con ciò avrebbe avute tutte le ricchezze desiderabili. Tali erano le cose, che da assaissime persone credevansi.

Procopio. 8