Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo I.djvu/107


77

la vera indole di Belisario allora finalmente si conobbe da tutti. Ognuno in addietro gli avea perdonato il non avere tenuta fede a Fozio, e a’varii suoi intrinseci, poiché sospettavasi che, non pel predominio sull’animo suo della moglie, ma sivvero per paura della Imperatrice mancato avesse. Ma poiché questa era, come si disse, morta, vedutosi senza riguardo alcuno a Fozio, e ai’ suoi famigliari, e prender legge dalla moglie, e dal lenone Caligono, tutti lo presero a disprezzare, ed a beffarlo come un insensato. Questi furono, per dirlo liberamente, i peccati di Belisario.


CAPO X.
Perfidia di Sergio a ruina delle cose d’Africa. Egli rimane impunito per la protezione che gli accorda Teodora. Solomone fratello di costui assassina Pegasio, suo benefattore; e l’Imperadore gli accorda un diploma di assoluzione.

Le cose fatte nell’Africa da Sergio, figliuolo di Bacco, sonosi a luogo opportuno raccontate. Per cagione di lui andarono male le imprese de’ Romani in quella provincia. Fu sua colpa, che la fede sugli Evangelii giurata ai Levati venisse violata; che senza alcuna ragione fossero trucidati ottanta ambasciatori (cosa che fra poco si dirà), quando né con fraude andavano a Sergio, né v’era luogo ad alcun sospetto. Eppure accolti a banchetto, rotto il giuramento, costui scelleratamente li uccise. E fu questa la cagione poi della morte non solo del capitano, che era Solomone; ma eziandio de’ Romani e