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e ad impedirlo ricorse ad ogni genere di raggiro, e di cabale. E come vide che nemmeno le più gravi minacce valevano a ritrarre dal proposito l’uno o l’altro dei due, fece senza mistero alcuno sentire a Giovanni che il perseverare nel divisamento gli costerebbe la vita. Obbligato dopo ciò Giovanni a ritornare in Italia, si astenne dal praticar Belisario fino a tanto che Antonina non fosse partita per Costantinopoli, temendo le facili insidie di costei. Imperciocchè non parve mal fondato il sospetto, che dall’Augusta le fosse comandato di farlo ammazzare, considerato l’animo di Antonina capace di tutto, e quello di Belisario piegato a far tutto a volere di questa donna. Per la qual cosa, come gravissimo era il motivo della paura, così fortemente questa comprese il cuor di Giovanni. Allora adunque le cose romane, già reggentisi, direm così, sopra un solo piede, interamente ruinarono.

Di tal maniera procedendo la guerra de’ Goti, e vedendo Belisario disperati gli affari, pregò l’Imperadore che al più presto gli desse licenza di partirsi d’Italia; e come n’ebbe facoltà, lietissimo si mosse tosto, dando l’addio all’esercito, e alla Italia, che per la maggior parte lasciò in poter de’ nemici, con Perugia stretta da crudele assedio, la quale, mentr’egli se ne giva, essendo rimasta espugnata, ebbe, come già narrammo, a soffrire ogni genere di calamità.

Ma un altro infortunio intanto venne addosso a Belisario giunto che fu a casa. Teodora augusta sollecitava le nozze della figliuola di lui col nipote Anastasio, a tanto che l’insistere di lei con lettere su questo argomento era divenuto gravissimo ai genitori. Per evitare