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364 Il Prometeo liberato

Prometeo
Come nuvole fosche, entro al cervello
Mi s’avvolgon pensieri agili, intensi,
Sublimi, onde languir sentomi al pari
D’uom fra gli amplessi dell’amor confuso;
Nè però gode.
La Terra
                              Intender no non puoi:
Immortale sei tu; questa è la lingua
Che solo ai ligj della morte è nota.
Prometeo
Malinconica voce, e tu chi sei?
La Terra
La Terra io son, la madre tua, colei
Nelle cui vene di granito, come
Sangue in corpo mortal, corse il piacere
Fino a’ rami, alle fibre ime, alle tenere
Foglie del piú sublime arbore tremule
A la rigida brezza, allor che simile
A una lucente gloriosa nuvola
Dal suo grembo s’alzò teco uno spirito
Di profonda esultanza. Alla tua voce