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intorno la vita e le opere di luciano. 19

cerdoti della sapienza, erano travolti dal mal costume, e cercavano di scusarlo con sofismi. Onde gli antichi dovevano fare maggiori sforzi che non dobbiamo noi per praticare la virtù della continenza: e noi nel giudicarli dobbiamo aver l’occhio al loro tempo, ai loro costumi, ed a tutta la vita antica sì diversa e discordante dalla nostra. E se taluni uomini d’intelletto e di cuore nobilissimo non seppero forbirsi della scabbia del mal costume, non però noi dobbiamo biasimarli, perchè quel che ora è mal costume allora non era. E chiunque si fa a leggere i greci scrittori, non deve scandalizzarsi di quel loro parlare non pur libero ma sbarbazzato, considerando che era senza ipocrisia, e che anche dalle lordure essi dispiccano luce e bellezza. Chi fosse vissuto nel secondo secolo non avria biasimata la libertà d’uno scrittore greco, vedendo pubblicamente le pazzie superstiziose di Adriano, le lascivie dei due Veri, i furori meretricii di Faustina in Gaeta, e le infamie di Commodo.

religione.

XII. Sebbene la religione dei Greci e quella dei Romani fosse il politeismo, pure l’una era ben differente dall’altra. La romana era intimamente unita allo stato, istitutori e sacerdoti ne furono i re, conservatori i patrizi; religione del jus, che nasceva da Jous-pater, dio ottimo, massimo, statore, che sedeva sul Campidoglio a conservare l’impero. La greca era unita all’arte, e però istitutori sacerdoti e conservatori ne furono i poeti ed i savi: religione del bello, in cui principale iddio era Febo, φάος βίου, luce di vita, il sole che genera tutte le cose e le abbellisce, e la luce intellettuale che crea le arti, trova la sapienza, predice l’avvenire, dif-