Pagina:Opere di Giovan-Batista Gelli.djvu/87


Cani, quando e' si sentono il ventre grave, non ricorrono a purgarsi col mangiare de l'erba bagnata da la rugiada? Ma che bisogna che io ti racconti più lunga istoria? Toi quale spezie d'animali tu vuoi, che tu troverrai che o quella infermità che ella è sottoposta, la natura gli ha insegnato il rimedio; e non solamente a la specie sola, come io ti ho detto, ma a ciaschedono individuo di quella: donde nasce che noi non abbiamo a comperare la fatica l'uno del'altro, non abbiamo a sottometterci a cose dubbiose, e, quello che è peggio, a pagare uno che ci dia bene spesso la morte come fate voi miserelli. E forse che non vi pare, quanti più danari voi date a' medici vostri, tanto far meglio? e che voi non andate anche scegliendo le più belle monete che voi trovate?
Ulisse.
E in questo non facciamo tutti a un modo: ma che vuoi tu fare? non si trova egli de gli stolti anche fra voi?
Serpe.
No, Ulisse; e legati questo al cuore, che non si truova animale alcuno che manchi di quel conoscimento che si conviene a la specie sua, se bene talvolta se ne troverà uno alquanto più docile o più accorto che l'altro. Ma tra voi, dimmi un poco, se tutti i pazzi portassino una berretta bianca in capo, non parreste voi un branco d'oche?
Ulisse.
E il caso è, se cotesti che tu chiami pazzi, sono più sàvi che gli altri, ed hanno miglior tempo che gli altri: che mi ricorda già, che sendo domandato da una donna uno che n'era guarito, che medicina egli aveva fatto, perchè la voleva medicare un suo figliuolo, colui rispose che non la voleva insegnare, perchè e' gli parrebbe far troppa ingiuria a guarire uno di simile infermità; conciossiaeosachè a lui non pareva avere auto mai il più bel tempo, che quello mentre che egli fu tenuto pazzo.
Serpe.
E donde credi tu che nascesse cotesto? se non che in quel mentre che egli era privo di que' pensieri che tengon l'uomo mal contento, e' non conosceva la miseria de la natura umana?
Ulisse.
lo non vo' testè disputar teco di questo. Torniamo al ragionamento nostro, dove io ti dico: se bene voi avete manco infermità di noi, questo nasce perchè voi avete