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Ulisse.
E perchè questo? vorrai tu negare che la medicina non sia una de le sette arti liberali, verissima ed utilissima a l'uomo? Guarda che questo non proceda da te, che tu fossi un di quei che non ne sapessi molto, e però la biasimi; osservando il costume di molti, che quando non sanno una cosa, dicono che ella non può sapersi, e che non la sanno ancora gli altri.
Serpe.
Io non voglio negare che ella non sia in sè arte verissima ed utilissima e degna di molte lodi; nè voglio negare ancora, che io non ne sapessi poco, secondo quel modo che ne sanno ancor poco gli altri. Ma in quel modo che ella può sapersi, ne seppi io tanta, che io fui reputato in fra i primi medici di Grecia, e tu ne puoi render buona testimonianza; che io so che tu arai sentito ricordare infinite volte Agesimo di Lesbo.
Ulisse.
Or sei tu Agesimo di Lesbo tu, o veramente lo spirito suo, per dir meglio?
Serpe.
Sono certamente, che, per andar veggendo il mondo, arrivai qui sopra una nave, e fui così insieme con i miei compagini trasmutato in fiera.
Ulisse.
lo mi rallegro grandemente di parlare teco, chè la fama tua è ancora tanto grande per la Grecia, che mi parrebbe acquistare non poco se io ti rimenassi a loro uomo come tu eri.
Serpe.
Di questo ti dico io bene, che tu non ragioni, perchè io non lo consentirei mai. E perchè tu vegga che io non lo fo senza ragione,ti dico, ritornando al ragionamento nostro, che la medicina si può considerare in due modi. Primamente, ella si puo considerare come scienza; e in questo modo ella è verissima e certissima, perché ella considera solamente gli universali, i quali, per essere eterni e invariabili, generano in noi certezza. E sapendo in questo modo le cose per le loro cagioni, ella si chiama scienza, e appartiene al contemplativo; il fine del quale è conoscere solamente la verità. E in questo modo la sanno molti, e ancora io ne seppi la parte mia. Puossi dipoi considerare la medicina come arte; e l'arti, come tu sai, nascono da la esperienza, e in questo modo ella è fallacissima. E che sia il