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Ulisse.
E fatto sta, se questo nasce dal poco conoscimento loro; che certamente dovettero essere uomini di pochissimo ingegno, dappoi che parendo loro così infelice quello stato dove eglino erano, ei non seppero mutarlo.
Circe.
Ei si conosce molto più l'ingegno e la prudenza de gli uomini in sapersi accomodare a vivere quietamente in quello stato dove e' si ritruovano, che non si fa nel mutarlo; come si fa ancora la maestria de' giucatori del giucare bene que' giuochi che dà loro la sorte, se bene e' son cattivi: perchè ne l'uno opera solamente la virtù e la prudenza, e ne l'altro la fortuna, a lo arbitrio de la quale sempre cercano di sottomettersi il manco che possono gli uomini savj.
Ulisse.
Tu sai, Circe, che non è spezie alcuna d'animali dove si ritruovino le maggiori differenze che in fra gli uomini; de i quali, se tu consideri bene, tu ne vedrai alcuni di tanto sapere e di tanto ingegno, che son quasi simili a gli Dii; ed alcuni altri di sì poco conoscimento e di sì grosso ingegno che paion quasi fiere, di maniera che fanno bene spesso dubitare altrui se egli hanno l'anima ragionevole o no: il che non avviene a nessun altro animale; imperocchè, se tu riguardi in fra i Leoni e gli Orsi, ed in fra qualsivoglia altra specie, tu gli vedrai molto poco differentì l'uno da l'altro. E questi due a i quali tu m'hai fatto parlare, credo io certamente che sieno di quegli che conoscessino poco il bene o il male che ora ne lo stato loro, e per questo facessino come tutti i simili, che stimano sempre molto migliore lo stato altrui che il loro.
Circe.
Se i beni ed i mali che accaggiono a un uomo in quello stato che egli vive, si avessino a conoscer solamente con l'ingegno e con l'intelletto, io penserei che tu dicessi il vero. Ma e' si conoscono per pruova, e la speríenza (come tu sai) fa conoscere a ciascheduno le cose come elle sono. Mai sta' saldo: parlerai un poco con quella Serpe che viene attraversando la strada inverso noi; chè, se ben mi ricorda, colui che io transmutai in lei era Greco, ed egli ti soddisfarà forse assai meglio che non hanno fatto questi; ed io per questa cagione gli concedo facultà di poter risponderti e parlare.