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Ulisse.
Questa tua ragione è solamente un poco apparente; perchè, se bene e' pare che la natura vi abbia date molte più comodità che ella non ha fatto a noi, ella l'ha fatto per conoscere che voi non eri atti a procacciarvele da voi stessi. Ma sta' a udire questa ragione che io ti dirò ora, e vedrai chi è più nobile, o voi o noi: dimmi un poco, chi è più nobile, il servo o il signore?
Ostrica.
Il signore, mi credo io, come signore.
Ulisse.
Tu credi bene; e così ancora fra le cose è più nobile quella che è in luogo di fine, che non sono quelle che sono ordinate per mantenere o per servire a lei: donde ne segue che ancora noi, essendo come vostri fini, vegnamo a essere più nobili di voi. E che noi siamo vostri fini, e che voi siate stati creati da la natura tutti per servizio e comodo nostro, lo dimostra chiaramente l'esperienza; poichè noi ci serviamo di voi, mentre che voi siate vivi, a portare le nostre cose da un luogo a un altro, e lavorare la terra, e a mille altri esercizj; e dipoi, quando siete morti, a vestirci de le vostre pelli, ed a cibarci de le vostre carni. Or vedi, dunque, se voi siete stati fatti da la natura per noi.
Ostrica.
Oh se coteste ragioni fussin vere, voi sareste anche voi stati fatti da lei per la terra, che vi si mangia finalmente tutti quanti; e cosi verreste a essere ancora voi manco nobili de la terra, essendo ella il fine vostro.
Ulisse.
Questa conseguenza non vale: ed acciocchè tu ne sia maggiormente capace, tu hai a notare che i fini sono di due maniere.
Ostrica.
Io non voglio che tu t'affatichi più, Ulisse, perchè tu mi cominceresti a entrare in quelle dispute che io sentiva già fare ne' portici d’Atene da que' filosofi, mentre che io cercava, come io ti dissi dianzi, di vender que' pochi pesci che io pigliava, per provvedermi quell'altre cose di che io aveva di bisogno; le quali non credo che intendessino nè eglino nè altri. Ed oltre a di questo, io sento che comincia a cader giù la rugiada, de la quale io mi pasco, aprendomi, come tu vedi; dove io ho tanto diletto, e senza noia o pensiero alcuno, che io non provai mai il simile mentre che io era uomo. Sì che non ti maravigliare,