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Ostrica.
Oh se tu mi concedi questo, tu mi hai concesso ancora che noi siamo migliori e più nobili di voi.
Ulisse.
E in che modo?
Ostrica.
Perchè, tenendo la Natura più conto di noi che ella non ha fatto di voi, ne segue che ella ci ami più; ed amandoci più, ella non lo fa per altra cagione, che per quella che io t'ho detto.
Ulisse.
Oh tu mi pari il primo logico d'Atene.
Ostrica.
Io non so che cosa sia logica; pensa come io posso esser logico: io favello in quel modo che m'ha insegnato la Natura. E questa ragione se la saprebbe fare ognuno che ha il discorso de la ragione, ed è verissima.
Ulisse.
Sì, se fusse vero che la natura avesse tenuto più conto di voi, che ella non ha fatto di noi.
Ostrica.
Oh, questo è facile a provarlo; e se tu vuoi ch'io te lo dimostri, stammi a udire. E perchè tu ne sia più capace, io voglio che noi ci cominciamo dal primo giorno che ella produce e voi e noi al mondo, che è quel del nostro nascimento: dove, dimmi un poco, che cura ha ella dimostrato di tener di voi, facendovi nascere ignudi? Dove, per il contrario, ha dimostrato di stimar noi assai; facendoci venire al mondo vestiti chi di cuoio, chi di peli, chi di squame, chi di penne, e chi d'una cosa e chi d'un’altra; segno certamente che le è stato molto a cuore la conservazion nostra.
Ulisse.
Questa non è la ragione; perchè, se ella ci ha fatti ignudi e coperti d'una pelle tanto sottile che noi siamo offesi da ogni minima cosa, ella lo ha fatto perchè, avendo noi a esercitare la fantasia e gli altri nostri sensi interiori, molto più diligentemente che non avete voi, per aver dipoi a servire a l'intelletto, fu conveniente che i nostri membri, e particolarmente quegli organi e quegli istrumenti dove si fanno queste operazioni, fussino di materia più gentile e più agile, e così ancora più sottili i sangui e più caldi che non sono i vostri; donde ne nasce questa debolezza de la complession nostra. Che se noi fussimo composti di cotesti umori rozzi, e di cotesti sangui grossi che siete voi (donde nasce che voi siete più forti, e di più gagliarda complessione di noi, ma non già di più lunga vita; chè questo nasce da la