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Pagina:Opere complete di Galileo Galilei XV.djvu/42


10 per lo spazio tra la decima bolgia ed il pozzo, e con 40 per il semidiametro del pozzo, fanno a punto miglia 700, che è quello che ci restava da consumare sopra la superficie. Mirabilmente, dunque, possiamo concludere aver investigata il Manetti la mente del nostro Poeta.

Questo discorso e la dimostrazione della distanza da Malebolge al centro aviamo noi aggiunto a quello che per esplicazione del ritrovamento del Manetti da’ suoi amici fu scritto, parendoci, come veramente è, che avessino tralasciata di dichiarare la più sottile invenzione dal gentile ingegno del Manetti investigata.

Ora ci resta, per compita esplicazione del nostro proponimento, addurre le grandezze di ciascuna delle 4 giacce cavate da l’istesso Poeta: ed il modo che si ha da tenere per conseguir questo, sarà tale:

Noi aviamo nel canto trentesimoquarto queste parole:

L’imperador del doloroso regno
  Da mezzo ’l petto uscia fuor della giaccia;
  E più con un gigante io mi convegno,
Ch’i giganti non fan con le sue braccia:
  Pensa oramai quant’esser dee quel tutto,
  Ch’a così fatta parte si confaccia.

Sendo dunque nostro scopo investigar la grandezza delle giacce, e sapendo che Lucifero uscia fuori della minore (ché di quella si parla nel luogo citato) da mezzo ’l petto in su, e sapendo in oltre che il medesimo Lucifero ha l’ombelico nel centro del mondo, come dall’istesso Poeta nel medesimo canto si trae, dove dice:

Quando noi fummo là dove la coscia
  Si volge a punto sul grosso dell’anche,
  Lo Duca con fatica e con angoscia
Volse la testa ov’egli avea le zanche,
  Ed aggrappossi al pel com’uom che sale,
  Sì ch’in Inferno io credea tornar anche;