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Pagina:Opere complete di Galileo Galilei XV.djvu/358


Capra, il quale in una sua Considerazione astronomica circa la stella nuova del 1604, stampata già più di due anni avanti, l'aveva acerbamente lacerato, mosso da invidia per l'universale applauso che avevano ricevuto le tre suddette lezzioni del Galileo, fatte sopra la nuova stella. Ma il Capra per mezzo di queste sue abominevoli azzioni ne riportò il dovuto premio d'una perpetua ignominia, poiché dalli Eccel.mi SS. Reformatori dello Studio di Padova, dopo essersi, con rigoroso processo formato contro di quello, assicurati a pieno di tanta temerità, fu comandato supprimersi tutte le copie stampate del libro di detto Capra e proibitone la publicazione, et all'incontro conceduto al Galileo d'esporre alla luce la suddetta Difesa, per ricatto della propria reputazione et oppressione di quella del medesimo Capra.

Non fu già valevole tal Difesa a reprimere l'audacia o la troppa confidenza di alcuni altri d'altre nazioni, i quali, allettati o traportati dalla novità e vaghezza dell'invenzione o dalla mirabil copia e facilità de' suoi usi, non esponessero alle stampe, come interamente lor proprio, questo ingegnoso compasso del Galileo, publicandolo, o con diverse inscrizioni in altra forma ridotto o con nuove linee et ad altri usi ampliato, senza pur far menzione del principale autore di tal strumento; l'operazioni del quale, dove non erano pervenute stampate, si trovavano già molto prima in ogni provincia d'Europa manuscritte, e divulgate da quelli istessi forestieri a' quali in Padova il medesimo Galileo le aveva prodigamente, con altri suoi scritti, comunicate. Ma l'ardire di questi o l'ingratitudine, oltre al farsi palese dalla suddetta Difesa, vien dannata dalla medesima azione, et autenticata dalla gloriosa fama del Galileo, che per l'altre opere et invenzioni di assai maggior maraviglia si è poi saputo acquistare sopra quelli che pochi altri et assai deboli parti col proprio ingegno hanno saputo produrre.