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Pagina:Opere complete di Galileo Galilei XV.djvu/33


intorno l’inferno di dante. 15

sima lingua toscana ne porge, perdonarci se tal ora si sentiranno offese da qualche voce o termine proprio dell’arte di cui ci serviremo, tratto o dalla greca o da la latina lingua, poichè a così fare la materia di cui parleremo ci costringe.

L’ordine che terremo nel nostro ragionamento, in dichiarare la prima opinione, sarà questo:

Prima considereremo la figura e universal grandezza dell’Inferno, tanto assolutamente quanto in comparazione di tutta la terra.

Nel secondo luogo, vedremo dove ei sia posto, cioè sotto che superficie della terra.

Terzo, vedremo in quanti gradi, differenti tra loro per maggiore o minor lontananza dal centro del mondo, ei sia distribuito, e quali di essi gradi siano semplici, e quali composti di più cerchi o gironi, e di quanti.

Nel quarto luogo, misureremo gl’intervalli che tra l’un grado e l’altro si trovano.

Quinto, troveremo le larghezze per traverso di ciascheduno grado, cerchio e girone.

Nel sesto luogo, avendo già considerate le predette principali cose, con brevità racconteremo tutto il viaggio fatto da Dante per l’Inferno, ed in questo accenneremo alcune cose particolari, utili alla perfetta cognizione di questo sito.

Venendo dunque all’esplicazione dell’opinione del Manetti, e prima quanto alla figura: Dico che è a guisa di una concava superficie che chiamano conica, il cui vertice è nel centro del mondo, e la base verso la superficie della terra. Ma che? abbreviamo e facilitiamo il ragionamento, e congiungendo la figura, il sito e la grandezza, immaginiamoci una linea retta che venga dal centro della grandezza della terra (il quale è ancora centro della gravità e dell’universo) sino a Jerusalem, ed un arco che da Jerusa-