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Pagina:Opere complete di Galileo Galilei XV.djvu/280


DISCORSO

DI

GIUSEPPE ISEO

SOPRA IL POEMA

DI M. TORQUATO TASSO

PER DIMOSTRAZIONE DI ALCUNI LUOGHI IN DIVERSI AUTORI

DA LUI FELICEMENTE EMULATI.




Molto onorato e virtuosissimo Signor mio,

Più tardi di quello ch’io desiderava, e V.S. per avventura aspettava, le giunge il presente picciol discorso fatto da me per dimostramento d’alcuni luoghi da M. Torquato Tasso nel suo Poema in diversi Autori o Greci o Latini o Toscani felicemente imitati, ovvero emulati. Nè perchè così tardi le giunga, le dovrà per tutto ciò in alcuna parte meno esser caro, s’ella vorrà riguardare alle varie sollecitudini mie, nel corso delle quali è stato veramente mille volte da me tralasciato e mille volle ripreso, ed anco s’ella riguarderà l’infinita affezione verso lei, con la quale ora, da me finalmente accomiatandolo, l’accompagno, ed a lei, qual egli si sia, confidentemente l’invio. Ben mi credo, Sig. mio, ch’io non avrò con questa brieve fatica ufficio in tutto nojoso o vano versa coloro operato, che hanno di così fatti studj vaghezza, se oltre le maravigliose altre parti che scorgeranno per entro il Poema, d’invenzione, d’elocuzione, di purità di lingua, d’al-