Pagina:Opere (Rapisardi) IV.djvu/29


Parte prima, libro I 25

     La madre a cotal dir, poi che s’avvide
     350Che colto avea, benchè per gioco, al segno.
     Ma il tollerante genitor, che anch’esso
     L’occulto senso di quel dir comprese:
     Or via, figlio, soggiunse, a noi confida
     Quest’incontro gentile: altro, tu il sai,
     355Che il ben dei figli a’ genitor non piace.
     Una figlia di Seba, egli riprese.
     Sogguardando or la madre ora il parente,
     Una figlia di Seba...
                                             Una straniera,
     360L’interruppe ad un tratto Oleila irata,
     Una del seme de’ Sabei! Ma ignori
     Che nemica alla nostra è la sua stirpe
     Nomade sempre e a ladronecci intesa?
     Mal incontro fu il tuo.
     365                                            Straniera e avversa
     Ella in vero non è, con questi detti
     Della consorte disdegnosa all’ira
     Giobbe tranquillamente un argin pose;
     D’Abramo essa discende, e non ignori
     370Che d’Abramo i nostri avi anche son nati.
     Ne pur nemica a noi chiamar potremo
     La sua tribù, sebben talor dei nostri
     Campi usurpò qualche remoto lembo:
     Molto povera è dessa; a lei noverca